Credendari In Ivrea
San Savino
Il 7 luglio di ogni anno Ivrea celebra la festa del suo patrono San Savino con la Fiera dei Cavalli, una delle più importanti d'Italia.
La tradizione dei cavalli risale ai tempi della stessa fondazione di Ivrea, la romana Eporedia, nome composto da Epo, analogo a Ippos cioè cavallo in greco e dalla voce gallica Reda che significa carro. Infatti Ivrea era situata sulla strada delle Gallie che collegava Vercelli ad Aosta ed era una stazione di cambio dei cavalli. Secondo alcuni storici vi si trovava una accademia militare dove i soldati venivano addestrati al maneggio dei cavalli e alla guida dei carri.
Nella storia di Ivrea i cavalli hanno continuato ad avere un ruolo importante e così la Fiera dei Cavalli di San Savino che cresce ogni anno.
San Savino non ha mai conosciuto la città e in essa è entrato ben seicento anni dopo la sua morte. Fu vescovo di Spoleto tra la fine del III secolo e l'inizio del IV. Subì il martirio nel corso dell'ultima e più terribile persecuzione contro i cristiani, quella di Diocleziano. A Spoleto il corpo di San Savino rimase per qualche secolo nella basilica a lui dedicata, fino a quando nel 956 il figlio di Berengario II marchese di Ivrea, Corrado, che allora governava Spoleto prima di succedere al padre, lo portò nella nostra città. Corrado aveva infatti voluto dare a Ivrea un santo patrono che la liberasse dalla peste da cui in quel tempo era colpita. La peste, raccontano i cronisti dell'epoca, effettivamente cessò non appena le spoglie del martire giunsero ad Ivrea.
I Credendari partecipano alla festa attivamente, con il campo d’arme e la sfilata a cavallo per le vie del centro..
Epifania 6 Gennaio Giornata di apertura del Carnevale
Note sull’origine della cerimonia dell’offerta del cero votivo dal Podestà alla Vergine nel giorno dell’Epifania.
Il rito dell’offerta del cero votivo alla Madonna è stato ripristino dal vigente Cerimoniale del Carnevale nel 1989.Inizialmente esso si svolgeva nella cappella dei Tre Re, alla presenza del Vescovo o di un suo delegato…Per ragioni di ordine pratico, a partire dell’anno 2000, essi si tiene nella Cattedrale di Santa Maria Assunta. Il rito si riallaccia al culto per la Madonna dei Re Magi o Madonna della Stella, venerata nella cappella, eretta sulla vetta del monte Pautro, poi chiamato Monte Stella, verso l’anno 1220, pare su consiglio di San Francesco d’Assisi. Per invocare la cessazione di una fiera pestilenza, il 22 settembre 1585, la Città di Ivrea si era impegnata ad offrire ogni anno, nel giorno dell’Epifania, sei libbre di cera a questa cappella.Col tempo, dopo l’edificazione, poco più in basso, di una nuova chiesa, deliberata nel 1660 dalla Città, a seguito del voto da parte delle figlie della Dottrina Cristiana di ivi recarsi annualmente in processione, l’antica cappella perse importanza e la sua stessa intitolazione originale. Il titolo di Madonna del Monte Stella passò così a designare l’edificio sacro più recente, mentre il primo è oggi noto come cappella dei Tre Re.Dalla tradizione dell’offerta cittadina della cera all’antica cappella dei Re Magi e dalle annuali processioni alla chiesa della Madonna del monte Stella, un tempo ambedue di proprietà comunale, discende dunque l’odierno rito, inserito nel cerimoniale carnevalesco.
Note di presentazione e di commento della cerimonia dell’offerta del cerNote di presentazione e di commento della cerimonia dell’offerta del cero nel giorno dell’Epifania
Avrà ora luogo la cerimonia dell?offerta, nelle mani del Vescovo, del cero votivo della città di Ivrea alla Madonna. Il cero verrà recato processionalmente da quattro Credendari, seguiti dal loro Console, fino ai piedi dell?altare maggiore e quindi consegnato al podestà. (I Credendari erano gli antichi componenti della Credenza, ossia del consiglio comunale dell?ivrea medioevale, la cui sede sorge ancor oggi sulla piazza del rione ?Mercato?) A sua volta il Podestà porgerà il cero al Vescovo, che lo affiderà ad un assistente. Dopo le parole rivolte dal presule al Podestà ed ai presenti, il cero verrà portato processionalmente nella navata destra, alla cappella della Madonna Assunta, patrona della città e titolare della cattedrale. Ivi il Vescovo deporrà il cero sull?altare della Vergine. Quindi, tornati il Vescovo, il Podestà ed il seguito davanti all?altare maggiore, la cerimonia sarà conclusa dalla pifferata in onore di Monsignor Vescovo.